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Misteriosi strumenti di 385 mila anni fa

Tipologia: 
Culture
15 febbraio 2018
Sofisticati strumenti di 385 mila anni fa scoperti in India nel sito di Attirampakkam, vicino a Madras. Un team indo-francese solleva la spinosa questione dell’origine di questo tipo di innovazione tecnica, molto più complessa di quella che ha dato vita ai bifacciali del precedente Acheuleano (risalente a 1,7 milioni di anni fa in Africa orientale e a 600 mila anni fa in Europa)
I misteriosi utensili indiani
I misteriosi utensili indiani

Sofisticati strumenti di 385 mila anni fa scoperti in India nel sito di Attirampakkam, vicino a Madras. L’età di queste pietre del tipo Levallois pone un quesito: chi le ha modellate? Nel sito non sono stati trovati fossili. Gli strumenti più antichi del tipo Levallois trovati in Africa e in Europa risalgono a circa 300 mila anni fa. La scoperta, presentata sulla rivista “Nature” da un team indo-francese, solleva la spinosa questione dell’origine di questo tipo di innovazione tecnica, molto più complessa di quella che ha dato vita ai bifacciali del precedente Acheuleano (risalente a 1,7 milioni di anni fa in Africa orientale e a 600 mila anni fa in Europa), attribuito all’Homo erectus. Nel 2011, parte della squadra che ha firmato l’articolo su “Nature” aveva già annunciato sulla rivista “Science” la scoperta di bifacciali acheuleani di 1,5 milioni di anni. Questa volta, il Madras Sharma Center for Heritage Education ha indagato gli strati sedimentari più recenti. Il passaggio alla tecnologia Levallois si sarebbe verificato 385 mila anni fa (con una forbice di ± 64 mila anni) e sarebbe continuato fino a 172 mila anni fa. I bifacciali cedettero il passo a strumenti più piccoli, prima che il sito fosse abbandonato, circa 74 mila anni fa, forse in connessione con la massiccia eruzione del vulcano Toba a Sumatra. Nell’articolo di “Nature” i ricercatori sono cauti, ma suggeriscono di riformulare i modelli dell’Out of Africa. Postulano che la tecnica del Levallois si sarebbe diffusa con l’uscita dal Continente nero della nostra specie, l’Homo sapiens. Si pensava che ciò fosse accaduto circa 120 mila anni fa, ma due recenti scoperte ci costringono a pensare che questo evento si sia verificato molto prima: il Sapiens di 315 mila anni trovato in Marocco, che ha considerevolmente “invecchiato” la nostra specie, e la presenza in Israele, nella grotta di Misliya sul Monte Carmelo, di un nostro antenato risalente a 180 mila anni or sono (177-194 mila), una notizia annunciata solo pochi giorni fa, che anticipa di almeno 50 mila anni l’espansione territoriale del Sapiens. Questo scenario non convince Eric Boeda dell’Université Paris-X Nanterre, che non considera le pietre indiane in analisi di tipo Levallois, a suo avviso caratterizzate solo da una “analogia casuale” con questo metodo di taglio.

Giorgio Giordano

 

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