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L'Era di Orione

Tipologia: 
Culture
29 luglio 2016
Secondo Tilak, le tradizioni indiane registrate nel Rigveda indicano un'epoca compresa tra il 4500 e il 2500 a.C. in cui il Sole all'equinozio di primavera sembrava sorgere nella costellazione di Orione. Per stare alla visione precessionale dei nostri giorni, la prima data cade nella parte finale dell'Era dei Gemelli, mentre la seconda quasi a metà del Toro
L'Era di Orione
L'Era di Orione

Bal Gangadhar Tilak (1856-1920), attivista e politico indiano, scrittore e grande conoscitore della letteratura vedica, è considerato uno dei padri fondatori dell'India contemporanea, alla stregua di Gandhi. Per Tilak, le tradizioni registrate nel Rigveda fanno riferimento a un equinozio di primavera che per "effetto ottico" sembrava cadere nella costellazione di Orione nel 4500 a.C. (questa costellazione non è sull'eclittica, ma spostata di quasi 15°), poi transitato verso le Pleiadi nel 2500 a.C. Secondo la visione precessionale dei nostri giorni, la prima data cade nella parte finale dell'Era dei Gemelli, mentre la seconda quasi a metà dell'Era del Toro. Tilak chiama quest'epoca l'Era di Orione. L'autore non ha dubbi nel definire questo periodo altamente civile. Tilak quindi sposta indietro, e non di poco, la redazione dei Veda. Questa civiltà "orionica" sarebbe antecedente al dominio dravidico e indoeuropeo dei millenni successivi, quindi la progenitrice delle più studiate civiltà storiche della Valle dell'Indo e dell'India. Peraltro la necessità di retrodatare la civiltà del sub-continente è oggi certificata da numerosi ritrovamenti archeologici.

Va notato che la radice aramaica del nome Nephilim il misterioso popolo antidiluviano citato in Genesi 6,4, è nephila e indica la costellazione di Orione. Anche presso i caldei Orione era indicato come niphla. I Nephilim quindi altro non sarebbero che "quelli di Orione", ovvero coloro che vivevano nell'Era di Orione. Un altro significativo parallelo tra la Bibbia e l'Era di Orione di Tilak compare in Genesi 10,8-9, quando si fa riferimento a Nimrod, il quale "cominciò a essere potente sulla Terra" e "fu valente cacciatore davanti al Signore". Definizioni che richiamano direttamente i Nephilim, a loro volta ritenuti eroi dell'antichità e uomini famosi, ma soprattutto Orione, noto alle cronache mitologiche proprio come "grande cacciatore". All'ascesa dei Nephilim (in genere la traduzione della parola ebraica è "i caduti", nella versione greca si preferisce "i giganti" attingendo ancora dall'aramaico) segue un disastroso diluvio, all'ascesa di Nimrod e dei patriarchi di quell'epoca fa seguito l'episodio altrettanto catastrofico della Torre di Babele (secondo la tradizione realizzata proprio da Nimrod).

A fronte delle incredibili similitudini tra arte, architettura, simbologia, mitologia e conoscenze tecniche, riscontrabili in aree geografiche lontane, molti studiosi hanno ipotizzato l'esistenza di una civiltà diffusa globalmente proprio nell'epoca che Tilak indica come l'Era di Orione, capace di influenzare le prime civiltà storiche del III millennio a.C., come quelle sumera, l'egizia o quella vedica, che non a caso un tempo erano considerate, con sorpresa, venute alla luce già mature, anche se oggi sono assai meglio testimoniati gli step che hanno condotto a certi vertici civili. Fra i primi si ricorda lo storico delle religioni e orientalista francese Alain Daniélou (1907-1994) che sosteneva l'esistenza di un'unica cultura, né indoeuropea né semitica, diffusa dalla Spagna all'India prima del III millennio a.C. e l'origine comune di iberi, pelasgi, etruschi, berberi, minoici, ciprioti, egizi, sumeri e dravidi. Il mito della Torre di Babele, tra l'altro, compare anche in Messico, collegato alla piramide di Cholula, in una versione quasi identica a quella ebraica (gli Dei puniscono l'arroganza dei giganti e li sparpagliano per la Terra). Una coincidenza che ha fatto supporre collegamenti preistorici non solo in tutta l'area mediterranea e mediorientale, ma anche tra il Nuovo e il Vecchio Mondo.
Giorgio Giordano

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