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Evoluzione
Serie di immagini "famose" di giganti creati al computer

Il digitale ha rinvigorito il fotomontaggio e i giganti sono tornati alla ribalta. Ancora oggi c'è chi ritiene che nel passato siano vissuti uomini di sette metri e che questa verità venga celata. Nel Paleolitico l'uomo ha assunto dimensioni superiori a quelle dei Sapiens attuali, ma si tratta di stature simili a quelle dei moderni cestisti, non a quelle di Polifemo

Il pensiero simbolico è la chiave di molte capacità umane

Le prime espressioni del pensiero simbolico non risalgono alla cultura delle Dee Madri e delle pitture rupestri del Paleolitico superiore. L'astrazione è comparsa già ai tempi dell'Erectus. A questa capacità della mente sono collegate molte manifestazioni dell'intelligenza umana, il linguaggio, la matematica, l'arte, perfino la spiritualità

Il crollo dimensionale è avvenuto 10 mila anni fa

Durante il Paleolitico l'uomo era più alto e possente di oggi, le dimensioni corporee si sono via via ridotte alla fine dell'era glaciale. Lo testimoniano i resti fossili, le armi e gli utensili. Una riduzione del 10 per cento, che ha coinvolto in uguale misura ossa e muscoli, ma anche il cervello. Forse a causa del passaggio dalla caccia all'agricoltura

Il cranio dell'Australopithecus afarensis

Australopithecus afarensis aveva i piedi simili a quelli umani, senza alluce opponibile e con arcate ben formate per favorire la camminata bipede. Le sue mani, invece, avevano il pollice opponibile proprio come quelle degli uomini ed era capace di una presa forte e precisa. Intorno a 3 milioni di anni fa usava utensili e nella sua dieta c'era la carne

Un gruppo di australopitechi

In Kenya, sulle rive del lago Turkana, sono stati scoperti degli utensili in pietra datati 3,3 milioni di anni fa. Questo ritrovamento anticipa di 500 mila anni la più antica traccia fossile del genere Homo. Non tutti sono concordi nel retrodatare la comparsa dell'uomo, secondo alcuni i reperti sarebbero da attribuire agli australopitechi stanziati nella zona

Neanderthal a sinistra, Sapiens a destra

Nel Dna delle attuali popolazioni che vivono fuori dall'Africa sono presenti tracce genetiche dell'uomo di Neanderthal: gli aspetti morfologici degli uomini europei tra 30 e 40 mila anni fa presentano un ventaglio di caratteristiche dell'uomo di Neanderthal o comunque tratti somatici ancestrali che erano già spariti nei primi Sapiens africani

Neanderhal maschio e Sapiens femmina

Le forme umane apparse sul pianeta prima del Sapiens hanno contribuito al nostro genoma. Le tipologie dell'Homo, che un tempo si ritenevano incompatibili, erano invece interfeconde. Gli euroasiatici si sono incrociati con Neanderthal, le popolazioni dell'emisfero australe con Denisova, i subsahariani con un misterioso uomo arcaico

Un milione di anni fa è iniziata la frammentazione del genere Homo

Secondo la genetica, la separazione delle linee evolutive di Homo sapiens, Homo di Denisova e Homo neanderthalensis è avvenuta circa 500 mila anni fa, ma alcuni resti di Homo heidelbergensis rinvenuti in Spagna fanno ritenere ai paleontologi che la divergenza tra queste tipologie umane risalga a quasi 1 milione di anni fa

Homo erectus (Pechino)

Homo habilis, Homo rudolfensis, Homo georgicus, Homo erectus e Homo ergaster esistevano più o meno contemporaneamente. Pare che questi primissimi appartenenti al genere Homo non siano ominini distinti, l'uno l'evoluzione dell'altro, ma che in realtà rappresentino solo variabilità somatiche tra individui della medesima specie

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