Evoluzione

Nel sito di Jebel Irhoud in Marocco è emersa una delle testimonianze più vecchie della prima umanità anatomicamente moderna del Paleolitico medio. Le nuove datazioni indicano un’epoca compresa tra 300 e 350 mila anni fa. Si pensava che le tracce più antiche dei Sapiens fossero quelle trovate a Omo Kibish in Etiopia risalenti a 195 mila anni fa

I reperti trovati nella caverna di Denisova

La grotta di Denisova ci ha restituito una falange e due molari. I reperti hanno 40-45 mila anni. L'aspetto resta ignoto: dalle analisi genetiche si sa che aveva pelle scura, capelli e occhi marroni. È emerso anche un bracciale di clorite della stessa epoca dei resti ossei, levigato con una tecnica più simile a quelle neolitiche che a quelle del Paleolitico superiore

Ryu il ragazzo delle caverne, 1971

Uomini e dinosauri, una teoria certamente ricca di fascino, ma servono le prove. Per viaggiare con la fantasia si può rispolverare il cartoon giapponese del 1971 “Ryu il ragazzo delle caverne”. Non bastano presunte scoperte e false interpretazioni per sostenere simili proposte di revisione. A meno di non voler sposare il puro Creazionismo

Un gruppo di scimpanzé

Le scimmie ci consentono di immaginare la vita degli australopitechi e della prima umanità. Nel Continente nero gli scimpanzé usano le pietre come utensili, lo stesso fanno i macachi della Thailandia e le scimmie cappuccine del Brasile. In Etiopia babbuini e lupi hanno fatto un patto per cacciare i roditori. Conquiste, assassini, amore libero. In Africa occidentale è diffuso un rituale di tipo religioso

Gli antenati di uomini e scimmie amanti per un milione di anni

Australopitechi e scimmie derivano da un antenato comune, ma a partire dall'inizio della divergenza sono rimasti compagni di letto per circa un milione di anni, continuando a concepire una prole ibrida e rallentando la separazione definitiva. Questo spiega anche perché alcune parti del genoma umano sono più antiche di altre

Nel corso dell'evoluzione umana si è verificato un passaggio progressivo dal dominio dell'emisfero destro del cervello al dominio di quello sinistro, cosa che ci ha consentito di imboccare la via del progresso alla velocità della luce. La tradizione ha lasciato spazio al cambiamento e le regole hanno sostituito le immagini nei sistemi del pensiero

Serie di immagini "famose" di giganti creati al computer

Il digitale ha rinvigorito il fotomontaggio e i giganti sono tornati alla ribalta. Ancora oggi c'è chi ritiene che nel passato siano vissuti uomini di sette metri e che questa verità venga celata. Nel Paleolitico l'uomo ha assunto dimensioni superiori a quelle dei Sapiens attuali, ma si tratta di stature simili a quelle dei moderni cestisti, non a quelle di Polifemo

Il pensiero simbolico è la chiave di molte capacità umane

Le prime espressioni del pensiero simbolico non risalgono alla cultura delle Dee Madri e delle pitture rupestri del Paleolitico superiore. L'astrazione è comparsa già ai tempi dell'Erectus. A questa capacità della mente sono collegate molte manifestazioni dell'intelligenza umana, il linguaggio, la matematica, l'arte, perfino la spiritualità

Il crollo dimensionale è avvenuto 10 mila anni fa

Durante il Paleolitico l'uomo era più alto e possente di oggi, le dimensioni corporee si sono via via ridotte alla fine dell'era glaciale. Lo testimoniano i resti fossili, le armi e gli utensili. Una riduzione del 10 per cento, che ha coinvolto in uguale misura ossa e muscoli, ma anche il cervello. Forse a causa del passaggio dalla caccia all'agricoltura

Il cranio dell'Australopithecus afarensis

Australopithecus afarensis aveva i piedi simili a quelli umani, senza alluce opponibile e con arcate ben formate per favorire la camminata bipede. Le sue mani, invece, avevano il pollice opponibile proprio come quelle degli uomini ed era capace di una presa forte e precisa. Intorno a 3 milioni di anni fa usava utensili e nella sua dieta c'era la carne

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