Denisova, l'uomo senza volto

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Evoluzione
07 maggio 2017
La grotta di Denisova ci ha restituito una falange e due molari. I reperti hanno 40-45 mila anni. L'aspetto resta ignoto: dalle analisi genetiche si sa che aveva pelle scura, capelli e occhi marroni. È emerso anche un bracciale di clorite della stessa epoca dei resti ossei, levigato con una tecnica più simile a quelle neolitiche che a quelle del Paleolitico superiore
I reperti trovati nella caverna di Denisova
I reperti trovati nella caverna di Denisova

I resti sono stati rinvenuti durante il decennio scorso nella caverna di Denisova, tra i monti Altai, nella Siberia meridionale. Questa grotta ci ha restituito una falange e due molari, appartenuti a tre individui diversi, datati 40-45 mila anni fa e appartenuti a questo tipo umano misterioso. Nel corso dei millenni lo stesso sito ha ospitato Denisova, Neanderthal e Sapiens. Di Denisova si sa poco, tuttavia si è potuto analizzare il suo Dna. Lo 0,2 per cento dei genomi delle popolazioni dell'Asia continentale e dei nativi americani è di origine denisoviana, che diventa 4-6 per cento nelle popolazioni aborigene dell’Oceania, dalla Papua Nuova Guinea all’Australia. I Neanderthal, inoltre, hanno contribuito almeno per lo 0,5 per cento al genoma dei denisoviani. Questi ultimi differiscono dai primi perché una piccola percentuale del loro genoma, variabile tra il 2,7 e il 5,8 per cento, è derivata da un gruppo di ominini arcaici, non meglio identificati.

L'aspetto del Denisova resta ignoto: aveva pelle scura, capelli castani e occhi marroni, e denti molto grandi di forma diversa rispetto a Neanderthal e Sapiens. A Longlin, nel sud della Cina, all'interno della cosiddetta Grotta dei Cervi, sono stati rinvenuti i resti risalenti a 11.500 anni fa di quello che sembrerebbe un nuovo tipo umano, caratterizzato da una mascella molto sporgente e da arcate sopraccigliari pronunciate: qualcuno ha azzardato che si tratti del misterioso Denisova, ma questi resti sono ben 30 mila anni più recenti rispetto a quelli della grotta siberiana che dà il nome a questo fantomatico tipo umano. Non si può escludere, tuttavia, che in realtà alcuni crani asiatici ritenuti neanderthaliani o di Homo heidelbergensis siano, a nostra insaputa, da attribuire a Denisova. Un buon indizio è offerto dai resti di Sima de los Huesos, ad Atapuerca in Spagna, appartenenti a 28 individui vissuti all'incirca 400 mila anni fa.

Da questi reperti è stato estratto il Dna umano più antico mai sequenziato. Questa forma umana era fisicamente simile a Heidelbergesis, ma con tratti somatici tendenti all'estetica neanderthaliana e tuttavia si è rivelata geneticamente vicina all'Homo di Denisova. Si ipotizza che Homo heidelbergensis, probabilmente nato in Africa, si sia diffuso ed evoluto localmente dando origine a Neanderthal in Europa, a Denisova in Asia e al Sapiens nel Continente nero. Si stima che la divergenza tra le tre tipologie umane risalga a circa un milione di anni fa. Denisova aveva raggiunto un livello elevato: nell'omonima grotta è stato trovato un ago per cucire le vesti, ricavato da un osso di uccello risalente a 50 mila anni fa. Non solo, è anche stato trovato un bracciale di clorite, realizzato 40 mila anni fa, levigato con una tecnica più simile a quelle neolitiche che a quelle in uso all'alba del Paleolitico superiore.
G.G.

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